Museo di Castelvecchio Verona

Castelvecchio Verona

Il Museo di Castelvecchio a Verona, le cui entrate sono a ponte levatoio, è ospitato nel grande edificio militare, costruito nel 1354, dall’allora signore di Verona, Cangrande II. La sua denominazione serve a distinguere tale edificio da successive costruzioni viscontee e veneziane.

Castelvecchio è collegato al lato sinistro dell’Adige da un ponte della stessa epoca, detto scaligero (120 metri di lunghezza), che avrebbe permesso al suo costruttore di sottrarsi al malcontento cittadino fuggendo verso la Germania.

Il Castello è munito di merli a coda di rondine, volta verso l’alto, indice questo che la famiglia scaligera era strettamente legata all’Imperatore, e quindi di parte ghibellina, tenuto conto che Cangrande I della Scala era stato nominato rappresentante (vicario) di Enrico VII nel 1311.

Utilizzato nei tempi per vari scopi e anche da diversi eserciti di occupazione, negli anni 1923-1926, questo edificio fu adibito a museo civico della città. All’interno delle ventinove sale, allestite in ordine cronologico, si possono ammirare le maggiori testimonianze delle varie epoche storiche veronesi, fra le quali spiccano i celebri dipinti del primo 1400 “Madonna della quaglia” di Pisanello e la “Madonna del Roseto” di Stefano da Verona. Il museo non ospita solo opere pittoriche, ma anche sculture, armi, sarcofaghi e reperti molto antichi, riportati alla luce in seguito a importanti scavi.

La sua facciata interna è stata rifatta dopo il 1923 dall’architetto Carlo Scarpa, in tardo gotico veneziano. Le pareti presentano inoltre importanti resti di affreschi decorativi scaligeri, spesso contrassegnati dalla caratteristica scala, simbolo della famiglia scaligera e oggi posta al centro dell’emblema della squadra di calcio veronese.

Fra tutte le opere esposte, emerge la statua originale del più importante personaggio scaligero a cavallo, Cangrande I Della Scala, risalente ai primi decenni del 1300: per essere visibile da molteplici angolature, la statua appare sospesa nel vuoto sostenuta da un basamento.

Seguendo il percorso espositivo, si possono ammirare opere della migliore arte del periodo scaligero, del suo declino dopo la caduta di tale famiglia e quindi della sua rinascita su influenza veneziana.

L’itinerario continua con un’imperdibile rassegna di opere pittoriche della Scuola veronese, a partire dal sedicesimo secolo, dovute fra gli altri a Francesco Morone, Liberale da Verona, Nicolò Giolfino, Giovanni Maria Falconetto e Girolamo dai Libri.

Ma non è tutto. Altrettanto grandiose sono pure le opere di Paolo Veronese, del Tintoretto e del Tiepolo: un complesso di lavori quindi che permette di seguire la storia della pittura a Verona con le sue varianti e i suoi stili.

Un’occasione da non perdere visitando il monumento scaligero è l’accesso ai camminamenti di Ronda, con giardino pensile, e alla torre dell’Orologio, dove si può ammirare la statua di Mastino II della Scala.